COCOMERO BARATTIERO tra innovazione tracciabilità idroponica

IL BARATTIERO è un ortaggio tipico pugliese, è un melone immaturo appartenente scientificamente alla specie Cucumis melo, noto anche come “cianciuffi”, “pagnottelle”, “pagghiotte”, “cummarazzi”, “scopatizzi”. Esso, quindi, assume diverse denominazioni in base al luogo di provenienza e alle loro caratteristiche, rappresentando un vero e proprio tesoro di Puglia, ricco di ottime proprietà organolettiche.


Valori nutrizionali:


Poco calorici (contengono solo 13 calorie per 100 grammi di parte edibile),digeribili, ricchi in acqua (90%),vitamine A e C e sali minerali (potassio, sodio, calcio e fosforo),sono ideali nelle diete ipoglicemiche ed ipocaloriche.

Diuretici e disintossicanti, essi sono consigliati per contrastare la ritenzione idrica, per eliminare i liquidi in eccesso tipici della cellulite. Ricchi in zolfo, alleviano le macchie della pelle legate all’età, hanno azione lenitiva e astringente sulla cute, riducono il gonfiore delle palpebre. Ottimi in spiaggia, gustosi sotto forma di centrifugati se frullati insieme alla frutta, hanno azione energizzante e possono essere assaporati, freschi, a metà mattina o pomeriggio.


Da secoli in Puglia si consumano i frutti di popolazioni locali di melone immaturo in alternativa al cetriolo. Si mangiano crudi, senza condimento o cosparsi di sale, come insalata.

E' coltivato in provincia di Lecce, Brindisi, Taranto e Bari

La pianta del barattiere può essere coltivata in zone calde, assolate, innaffiandolo spesso. I germogli vanno tagliati, lasciandone soltanto alcuni, quando iniziano a vedersi i primi frutti. Questo per evitare una scarsissima produzione.


Le aree pugliesi più importanti sono in provincia di Lecce, dove vengono coltivate anche in serra, Brindisi, Taranto e Bari.


"E quale prodotto più locale del "barattiere" c' è in Puglia? Nessuno, probabilmente. Un frutto (è giusto definirlo tale?) misterioso, perché nessuno è ancora riuscito a ricostruirne la storia. D' altronde è un prodotto che non appare sui testi di botanica, probabilmente perché la sua produzione non interessa le multinazionali del seme. O perché è un prodotto semplice, che si coltiva solo nella piana di Fasano e in quella di Ostuni e si consuma prevalentemente nella Puglia meridionale. Il primo a coltivarlo è stato Leonardo Pinto, un contadino di Fasano soprannominato "barattiere".

 

Fonte: La Repubblica, MICHELE PIZZILLO 2001




SISTEMI DI TRACCIABILITÀ : QR CODE

Il QR Code è un codice di certificazione per la tutela dei prodotti agricoli ed agroalimentari. Si tratta di un codice a barre bidimensionale, applicato sulle confezioni di prodotti, che fornisce informazioni sui prodotti e sulle imprese produttrici. Si tratta di una “Quick Response” per informare il consumatore su cosa acquista che applicabile sulle confezioni dei prodotti, leggibile tramite lo smartphone. Il codice QR si troverà sui prodotti quindi su ogni cocomero vi sarà un codice che fornirà tutte le informazioni sulla sicurezza e sulla tracciabilità del prodotto. È un progetto che tende ad offrire ai consumatori maggiore fiducia e trasparenza sui prodotti alimentari, sulla base di verifiche e controlli eseguiti sull’intera filiera produttiva.

La certificazione di prodotto ed il codice QR Code può fare la differenza, perché l’agricoltore, il trasformatore e il distributore possono dare immediata prova della qualità del prodotto stesso in termini di genuinità, apponendo direttamente un adesivo con il codice stampato , come detto prima direttamente su ogni prodotto.


Istruzioni d’uso:

1. avviare l’applicazione presente sullo smartphone che consente di scannerizzare il codice QR.


2. Utilizzare il mirino sullo schermo dello smartphone per centrare il codice QR all’interno dello scanner, quindi tenere il telefono puntato sul codice presente sul prodotto fino a quando lo scanner non avrà catturato l’immagine.

3. In seguito alla scannerizzazione, sulla schermata dello smartphone, apparirà una tabella indicante: la zona di produzione (es. Puglia-> Fasano-> foglio di mappa-> particella),shelf life (compresa intorno 4-5 gg),metodo di coltivazione (campo aperto, serra, idroponica ecc.),data semina,trapianto, lotto, TMC, epoca di raccolta (il prodotto arriva in tavola dopo la raccolta in un tempo compreso intorno poche ore- massimo 1 giorno),(in quanto il prodotto originale è reperibile da giugno fino ad agosto/settembre) e quindi i prodotti al di fuori di questo periodo sono stati prodotti in aree non tipiche al prodotto o in serra.


ES.

zona fasano (Puglia)

Foglio

Di mappa xx

particella xxx

Shelf life 4/5gg

Metodo di coltivazione campo aperto

Data semina 3 maggio 2018

Data raccolta 4 luglio 2018

lotto xxx

TMC xxx



Analisi del Consumo

Il Cocomero Barattiero è principalmente acquistato ed utilizzato in puglia. L’epoca di produzione del cocomero come citato prima, è da giugno a settembre (coltivato in campo aperto),la piena produzione arriva intorno a luglio dove il prezzo di vendita si aggira dai €0,80 a €1,10. Nei primi periodi di produzione invece il prezzo è di circa €1,40/1,70, stessa cosa vale per i periodi di fine produzione.

Attualmente i dati dei prodotti uguali o simili (cetrioli) al Barattiero attestano che il prezzo medio nell’anno 2017 è diminuito del -0,05% rispetto al 2016, in quanto il prezzo nel 2016 si aggirava attorno al 1,43 al 1,42.

Fonte: ISMEA (febbraio 2018)



    Innovazione

Il cocomero è prevalentemente coltivato nel periodo estivo, in quanto necessita di ambienti caldi, ma purtroppo non è sempre disponibile sulle nostre tavole. Per ovviare questo problema si potrebbe effettuare una coltivazione utilizzando il metodo idroponico. Per coltivazione idroponica (dal greco antico hýdor, acqua + pónos, lavoro) si intende una tecnica di coltivazione fuori suolo o senza suolo, dove la terra è sostituita da un substrato inerte, come argilla espansa, fibra di cocco, lana di roccia o zeolite.

“Le coltivazioni o colture ‘idroponiche’ o ‘senza suolo’ o ‘fuori suolo’ includono tutte quelle tecniche di coltivazione attuate in assenza del comune terreno agrario. Queste coltivazioni comprendono una vasta gamma di sistemi, in cui il rifornimento di acqua ed elementi nutritivi, indispensabili per la crescita e sviluppo delle piante, avviene attraverso la somministrazione di una soluzione nutritiva (acqua + nutrienti disciolti in essa)”. “Le colture ‘fuori suolo’ si possono suddividere in ‘colture su substrato’ e ‘colture senza substrato o su mezzo liquido’. Nelle prime, le radici affondano in un substrato di diverso tipo (organico, inorganico o artificiale) che viene costantemente inumidito con la soluzione nutritiva (es. la pianta in vaso di cui parlavamo sopra),nelle seconde l’apparato radicale è immerso direttamente nella soluzione nutritiva. Le coltivazioni idroponiche rientrano in questa seconda categoria”.

Le coltivazioni fuori suolo, in relazione alla tecnologia che utilizzano, si possono suddividere in High Tech, Medium Tech e Low Tech (o semplificate). Le prime vengono attuate in serre di ultima generazione, con sistemi altamente automatizzati ed efficienti per la gestione del clima nelle serre e della soluzione nutritiva, le ultime sono molto semplici, utilizzano spesso materiale di riciclo e di costo molto basso.

Utilizzando questo metodo, si potrebbe aumentare drasticamente la superficie di coltivazione poiché utilizzando questo metodo la distanza tra


Disciplinare di produzione succo di Cocomero Barattiero

1 Campo di applicazione

I prodotti devono soddisfare, oltre alle generali norme di legge, anche le disposizioni in materia di qualità contenute nel presente regolamento.

L’utilizzatore del marchio è tenuto a elaborare un protocollo di produzione con indicazione delle materie prime impiegate e della quantità prodotta.

2 disposizioni relative alla qualità

2.1 succhi

Materie prime: gli ortaggi utilizzati devono provenire da agricoltura biologica o da produzione integrata e deve corrispondere ai seguenti requisiti:

• Gli ortaggi devono essere raccolta dalla pianta

• Gli ortaggi devono presentare un grado di maturazione idoneo (colore chiaro)

• I cocomeri devono avere la seguente calibrazione: 80mm/100mm

• Gli ortaggi deve essere pulita e la polpa non deve presentare difetti di rilievo (es.marciume).

2.1.2 lavorazione

Prima della lavorazione gli ortaggi devono essere lavati per ridurre l’ eventuale presenza di pesticidi, la contaminazione microbiologica ed eventualmente lo sporco generale; successivamente deve essere sciacquata con acqua potabile per eliminare i residui dell'acqua di lavaggio. Dopo lo sminuzzamento meccanico gli ortaggi sono destinati alla produzione di succhi può essere soltanto pressata: è vietata l’estrazione del succo con acqua o vapore. Per la produzione di purea di frutta i frutti possono essere sminuzzati soltanto meccanicamente tramite una centrifuga. Durante questa operazione dovranno essere rimosse tutte le parti non commestibili del frutto, come semi, la membrana che avvolge il torsolo, il picciolo nonché tutte le parti dure della buccia. Nella produzione di succhi torbidi, l’eliminazione delle particelle di frutta sedimentabili può essere ottenuta soltanto mediante sedimentazione o centrifugazione. È proibito qualsiasi genere di chiarificazione; non è quindi ammissibile l’uso di sostanze per la chiarificazione o il ricorso alla microfiltrazione o all’ultrafiltrazione allo scopo di eliminare le particelle di frutta sedimentabili. Per la produzione di succhi limpidi possono essere utilizzati gli enzimi e le sostanze per la chiarificazione a tal fine necessari, a eccezione di carbonio attivo e PVPP (polivinilpolipirrolidone).

2.1.3 Dolcificazione

Non è contemplato l’uso di sciroppo di glucosio o di dolcificanti.

I succhi non devono essere zuccherati.

2.1.4 Prodotto finito

Il succo con marchio di qualità può essere soltanto succo “non da concentrato”; la ricostituzione dal concentrato non è autorizzata.

Lo stesso dicasi per la produzione dei nettari di frutta, per i quali non è possibile utilizzare succhi di frutta ricostituiti o puree di frutta concentrata.

Parametri chimico-fisici per il succo barattiero naturale torbido:

Parametri Valori ammessi:

pH 3,0 – 4,0

Acidità totale con pH 8,1 52 – 117 mval/l

Acidità volatile <0,2 g/l (come acido acetico)

Acido ascorbico (senza dichiarazione) <=40 mg/l

Brix >=11,2

In ogni caso è ammessa una tolleranza del 15%.

2.1.5. Stoccaggio e conservazione

I succhi di frutta ed i nettari di frutta vengono stoccati a temperatura ambiente oppure in luogo più fresco,

La conservazione in bottiglie di vetro è limitata a 14 mesi, la conservazione in contenitori Bag-in-Box è limitata a 12 mesi.






   





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