Cos’è una start up e come nasce? Ce lo spiega chi di lavoro le fa

Così nasce una start up

Cara Ftelia, papà fa start up!» Dialogo improbabile tra un padre e sua figlia. Ftelia è il nome non di fantasia della mia piccola, si pronuncia “ftilia”; noi genitori abbiamo pensato di renderle la vita complicata con un nome che crediamo unico, soprattutto nuovo. Appunto. Cara Ftelia, quando hai un’idea nuova, una fantasia su quello che non c’è ancora, è possibile che sia anche un desiderio di altri. Un prodotto nuovo, un nuovo videogame, un sistema più immediato di messaggi tra amici, un modo diverso per scambiare o modificare foto, un pattino elettrico, un drone a cui attaccarti per volare da una parte all’altra della città, un missile per andare su Marte, una bici che si guida da sola, il teletrasporto per andare da casa sulle piste da sci in un secondo. E forse un giorno penserai ad una nuova medicina per curare brutte malattie.


L’idea

Insomma, si parte dall’idea e poi si aggiungono componenti: ecco la “start up”. È un po’ come quando a scuola si organizzano le partite di pallavolo: si parte dai due capitani che, uno per volta, scelgono i membri della squadra in base a caratteristiche e bravura, evitando doppioni, pensando di mettere insieme il meglio.


Il team

Ecco il team, il secondo elemento! Il capitano in una start up è il fondatore, l’imprenditore, il quale si rende conto che per vincere deve avere al suo fianco altri talenti, i co-fondatori. Esattamente come nella tua squadretta di pallavolo, vi divertire se prevale lo spirito di cooperazione e vincerete se dimostrerete talento, sarete concentrate e focalizzerete l’obiettivo finale.


L’impresa

La start up è un’avventura, un’impresa, che nasce da un’idea nuova e aggrega persone che si appassionano alla stessa idea. L’imprenditore deve essere in grado di mettere insieme e tenere insieme dei talenti. Nei momenti belli e, soprattutto, nei momenti difficili. Ma papà, tutto qui?! Già questo è abbastanza ma non è certo tutto. Affermare il nuovo è sempre stato complicato, l’innovazione viene spesso vista come una minaccia. Il vero tuo nemico sarà l’ignoranza. Ricordi quando mi avevi parlato della lezione a scuola su Galileo Galilei, il suo tentativo di confermare l’intuizione di Copernico di un Sole al posto della Terra come centro dell’universo non era stato preso molto bene.


L’innovazione

Prendi ad esempio la tua idea del pattino elettrico. Oggi tutti i tuoi compagni di scuola usano pattini a rotelle e si divertono molto, non stanno pensando ad usare pattini diversi. Però quando mi hai raccontato del pattino elettrico mi hai detto che ha un piccolo motore che non fa rumore e che si ricarica in poche ore, sembra un pattino normale ma aiuta chi lo usa ad avere più spinta, ad andare più veloce e a percorrere distanze maggiori. Così anche i tuoi amici più lontani da scuola potrebbero arrivarci da soli, senza mezzi pubblici, senza essere accompagnati in auto da mamma o papà. Insomma, meno traffico e meno inquinamento, più indipendenza e divertimento. Poi mi hai detto che un giorno i tuoi pattini elettrici potranno andare anche da soli: li infili ai piedi e ti portano a scuola mentre tu ripassi storia. Qualche d’uno dirà che sei pazza, altri che è pericoloso, alcuni che non funzionerà mai. Ma qui sta tutto il gusto dell’innovazione e della start up.


L’inzio dell’avventura

Quindi ci siamo!

Beh, Ftelia mia, sei ancora all’inizio dell’impresa, appunto allo start up. Idea, talenti e capitali permettono alla tua società di partire. Una volta partita capirai se l’idea è buona, se deve essere modificata, migliorata o stravolta. Se il team con cui sei partita ha tutti i talenti di cui hai bisogno. Se i soldi di papà e mamma, più quelli degli investitori, sono sufficienti. Insomma, inizia un’avventura fatta di emozioni forti, di delusioni e entusiasmi: un giorno immagini il mondo che viaggia a pattini elettrici, il giorno dopo pensi che ti serva un elettroshock per superare l’ultimo incidente del tuo amico che provava la nuova versione super veloce ed è finito nel tombino.

Alla fine però, sono sicuro, il mondo viaggerà sul tuo pattino elettrico. Ma anche se non fosse, ti sarai così divertita, ti sarai così emozionata che non potrai fare a meno di riprovarci perché come mi hai fatto leggere una volta sulla Divina Commedia al Canto XXVI dell’Inferno: «Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Ftelia, sarai mica una secchiona?!


Il futuro è innovazione

Hai quindi capito? Papà fa start up. Non è detto che abbia l’idea, ma la può cercare; non parte sempre con un gruppo di amici ma aggrega talenti e li tiene uniti; non ha tutti i soldi per arrivare a realizzare l’innovazione ma conosce tante persone pronte a «seguir canoscenza». Ha tanto entusiasmo da arrivare a vedere, per quel che fa nelle sue start up, nuove terapie e nuove medicine che tratteranno malati che oggi non trovano cura.

Il tuo nome è nuovo, il futuro è innovazione, l’innovazione si fa con la start up.

Sembra semplice. Ma non lo è.



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