Dai caschi con il «cervello» ai radar anti impatto.

Dispositivi sofisticati permettono a chi va in bicicletta di allenarsi in sicurezza, riducendo il numero di morti. Ma Nibali avverte: «Il pericolo n.1 sono gli automobilisti al cellulare»

Casco intelligente

Una filosofia analoga, ma con un prodotto molto diverso (lo realizza l’italiana Briko) è abbinata a uno strumento praticamente obbligatorio come il casco. Nella scocca di Cerebellum One sono innestati un radar, due videocamere Hd, uno specchietto retrovisore, un’emittente di crash alert via sms, una luce di posizione a led. Le immagini delle camere sul casco vengono riprodotte sul display del telefonino montato sul manubrio (e volendo su tutti quelli del gruppo di pedalatori che viaggiano assieme) trasformandolo in uno specchietto retrovisore digitale. Sul display vengono segnalati i veicoli in avvicinamento abbinati ad allarmi sonori a intensità crescente. In caso di caduta, il casco invia un Sms geolocalizzato con una richiesta di soccorso a un contatto selezionato dal ciclista e nella scatola nera sono stoccati (e inviati a un server cloud) le immagini dei due minuti immediatamente precedenti e di quelli successivi all’impatto. Un sistema di led posteriori fa poi risaltare la visibilità nelle ore notturne.

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