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#FoodTrotter #Giorno17 #AirBnb #SanFrancisco

Immaginate di ricevere una richiesta di aumento di affitto del 25% e di non avete la possibilità di pagarlo perché neolaureati e squattrinati. Immaginate che nella vostra città ci sia la fiera internazionale del design, non ci siano più posti letto e la gente farebbe di tutto pur di dormire da qualche parte. Adesso pensate di essere così disperati, ma così furbi da pensare fuori dagli schemi e di dire: affittiamo un posto letto su un materassino gonfiabile buttato per terra in cucina. Roba da matti. Qui i matti sono due, Brian e Jo, anzi sono tre, perché quel posto letto è stato davvero venduto. E mica solo una volta e mica solo nel loro appartamento. Nasce così AirBnb e diventa una realtà mondiale con una rapidità sconvolgente. Tutti vogliono dare via un posto letto per una notte o due. Trovi da dormire su un letto, un divano, una tenda in giardino, sul sedile posteriore di un furgone, in una casa sull'albero, in un castello, una barca, sul tappeto. Io sono uno degli “host” dal 2011 che offre da dormire in una casa dedicata al cibo. Ognuno può avere il suo tema. Ho cominciato su invito diretto di Amelia, una mia amica di Seattle che è stata coinvolta nel primo processo di sviluppo della società. In verità mi chiamò per lavorare con loro ma io dopo un po' di tentennamenti, rifiutai. Niente commenti. A quei tempi le operazioni erano dirette dall'appartamento di Brian e Jo da dove è iniziato tutto. Facevamo delle skyke-call dal loro balconcino e Amelia ci teneva a sottolineare che bella vita stavano vivendo... Insomma, Airbnb è oggi una società multimilionaria, presente ovunque con una personalità ben definita. Si autogenera lasciando agli host la libertà di essere chiunque, di offrire qualsiasi tipo di personalizzazione e chi viaggia, invece di stare in uno sterile hotel, può avere la possibilità di viversi il luogo con una persona del posto, abitare nella sua casa, condividere la sua vita, conoscere i suoi amici e creare una relazione basata sulla realtà di gente realmente esistente e non di un progetto di un'agenzia turistica. Airbnb poggia il suo lavoro sulla verità delle persone e dei luoghi che generano contenuti quotidianamente in una condizione di win-win-win. A beneficiare è l'host, il cliente e la società. Tutti felici. Finalmente visito i loro nuovi uffici. Cosa ci sarà mai di così interessante nel visitare gli uffici di una società? Bhè, prima venite a vedere questo posto e poi giudicate. Vi faccio uno scanning veloce: 5 piani in un vecchio deposito di tram. Completamente rinnovato. L'atrio ospita ancora le rotaie ed è tutto arredato con le travi dei binari. A guardarlo bene sembra la hall di un museo di arte contemporanea con tanto di giardino verticale. Ci sono postazioni di lavoro ovunque ma non sono fisse. Chi lavora qui può scegliere di essere ovunque nel palazzo. Ogni angolo ha un mood che ricrea pezzi di mondo. Ogni sala riunione è la riproduzione di un appartamento realmente esistente da qualche parte nel globo. Così ti ritrovi a discutere un'azione nell'appartamento di Felipe in Brasile e poi passi a farti un caffé a casa di Mohamed in Tunisia o a fare un planning in un ristorante di Los Angeles. I passaggi da un luogo all'altro sono delle vere gallerie d'arte con esposizioni di artisti che cambiano regolarmente. All'interno hai un ufficio postale, diversi ristoranti e wine bar, centinaia di micro-kitchen (come quelle di Google), stanza per DJ-Set, completamente attrezzata, un giardino pensile, divani, nap-rooms, sale giochi. Insomma il paradiso. Il motivo per cui sono qui è studiare le loro cucine, il programma alimentare, la cultura del loro cibo e sono già a 4157 caratteri e mi ero ripromesso di chiudere il pezzo in soli 3000 ma, non ce la faccio. David McIntyre è il Director of Global Food Programs in 25 uffici Airbnb in tutto il mondo. La sua missione è formare una cultura di ufficio che sia sostenibile per l'ambiente e per l'economia, salutare per i dipendenti e che crei “engagement” tra i colleghi per generare produttività e supporto al sistema alimentare e dell'hospitality. La formula è geniale! Ogni giorno il menù è ispirato da una casa Airbnb nel mondo, può essere: un cottage in Provenza, una casa sull'albero nella foresta di Yellowstone, una Log-House in Canada, un trullo in Puglia, una penthouse a NYC. Quando mangi, sei trasportato direttamente in quei luoghi. E vedi anche la foto reale affissa in cucina. Si costruisce un ambiente in continuo movimento, in continuo spostamento e sempre effervescente. Si evita la noiosa stabilità, tutto è solido ma in cambiamento, come la vita. Lavorare o mangiare due volte nello stesso luogo avvilisce, quindi qui si fa il giro del mondo nello stesso stabile, si lavora gomito a gomito sempre con persone diverse, ci si prende dei break quando si vuole per incontrare nuova gente e nuova linfa o per stare completamente da soli. Puoi portare il tuo cane, puoi venire in bicicletta, vestito in pantofole, con un cilindro in testa e una vestaglia fiorata se ti fa piacere, infondo siamo a San Francisco. Questo luogo è un party continuo, un carnevale, una festa di compleanno, una gioia. Puoi trovare piatti da tutto il mondo poiché il popolo di Airbnb (3000 dipendenti) proviene da ovunque. E come essere sempre in viaggio. Tutti gli snack più da nerd sono “nascosti” nei cassetti mentre ben in vista troverai sempre frutti succulenti e acqua, rubinetti da cui scorrono succhi fatti in casa ogni giorno e nella mensa generale hai anche vini di grandi etichette. La mensa è un prodotto di design e tutto il sistema è circolare, niente sprechi in cucina poiché ogni menù è pensato in base a come usare l'eventuale eccesso di produzione. Tutto ruota intorno a quanto buono è il cibo, quanto è disponibile, curato, equilibrato. “Vogliamo che i nostri dipendenti si fidino di noi e delle nostre scelte, non vogliamo che pensino anche a questo, hanno già troppo da fare qui” dice David. Airbnb riflette il suo marchio: gente da tutto il mondo che fa conoscere ad altri la bellezza di tutto il mondo. Anche qui in ufficio e a tavola. #FoodHeroe #DavidMcIntyre #FIGM17 #FoodInnPro #RegionePuglia
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