Italiani 'sofferenti', 90% ha provato dolore nell'ultimo anno

Che si tratti di schiena, muscoli o testa, il dolore affligge gli italiani più della media degli europei. Circa il 90% lamenta infatti di averlo provato almeno una volta nel corso dell'ultimo anno a fronte di una media dell'80% di francesi o spagnoli. Un dolore che spesso che spinge a preoccuparsi di possibili malattie gravi e che porta il 63% dei nostri connazionali a rivolgersi a un esperto.

   A scattare la fotografia è un'indagine condotta dall'Istituto di Ricerche GFK su un campione di 4.000 persone in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Russia, indagine commissionata dalla farmaceutica Zambon.

   In Italia il dolore osseo-muscolare è la tipologia più frequente (60% ne ha sofferto nell'ultimo anno) e in particolare sono gli uomini (67%) e gli over 50 a patirlo maggiormente, in linea con il resto d'Europa. La seconda tipologia di dolore più diffusa nel nostro Paese è il mal di testa (54%) che affligge soprattutto le donne (62%) e i più giovani. Spesso un dolore medio/forte influisce sul comportamento, tanto che circa la metà degli intervistati dichiara di "subire una trasformazione", diventando insofferente verso tutto e tutti, arrivando a vere. E sono soprattutto i giovani/adulti (18-34 anni) a 'trasformarsi'(69% dei russi, 66% francesi, 64% degli italiani, 56% portoghesi e 43% spagnoli), mentre è la fascia più 'anziana' a resistere meglio al dolore. Gli effetti del dolore di intensità medio-forte hanno anche un concreto impatto sulla vita di tutti i giorni: ben due terzi dei nostri connazionali (66%) non riesce ad affrontare almeno un'attività tra quelle abituali.

   Caratteristica degli italiani e' che oltre uno su tre si preoccupa subito di avere "qualche malattia", percentuale molto più alta rispetto ad altri europei e che porta il 63% a rivolgersi a un esperto di fiducia: il 52% al medico e il 34% al farmacista. "Dalla ricerca emerge come il dolore sia considerato uno stato di sospensione dalla vita quotidiana e come in molti casi sia vissuto come una sorta di limbo in cui regnano apatia, fatica e tendenza all'isolamento", afferma Bernard Kilbane, Global Marketing di Zambon.(ANSA)

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