Lotteria degli scontrini.

Il nuovo strumento è stato già sperimento in altri Peesi. Non sempre rivelandosi un successo

Il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 ha dato un nuovo impulso alla misura conosciuta come “lotteria degli scontrini”, già introdotta (ma finora non attuata) dal governo Gentiloni nella manovra per il 2017. Il meccanismo di base è piuttosto semplice: ogni acquisto che conduce all’emissione di uno scontrino dà diritto alla possibilità di partecipare ad una estrazione periodica di premi.


Come per altre disposizioni fiscali recentemente prospettate (sugar tax, incentivi ai pagamenti elettronici, digital tax e così via) anche la lotteria degli scontrini non è una novità italiana. Diversi sono i Paesi, europei e non, che hanno adottato provvedimenti simili: tra questi si annoverano Taiwan, che ha sperimentato questa misura sin dal 1951, Cina, Repubblica Ceca, Slovacchia (dal 2013),Malta (dal 1997),Lituania, Lettonia (dal 2019),Portogallo (dal 2014),Romania (dal 2015).



Diverse anche le modalità operative adottate nei vari Stati, ma il principio fondante è il medesimo: incentivare i consumatori a richiedere la ricevuta fiscale, dando a questi documenti un’utilità (anche solo psicologica) per i consumatori stessi, e aumentare quindi la compliance fiscale dei venditori. Se la ricevuta può servire da biglietto della lotteria, il consumatore sarà infatti più incentivato a chiederla al venditore.


republica.it

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