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Neanche Trump riesce a salvare Twitter dal declino

Neanche Donald Trump sembra in grado di salvare Twitter. Il presidente ha fatto della piattaforma il suo strumento di comunicazione preferito, offrendo alla società che cinguetta una visibilità e una possibilità di rilancio senza precedenti. Invece Twitter continua a deludere: le perdite trimestrali aumentano e i ricavi salgono di un modesto 1%.
  Una crescita anemica che fa affondare i titoli in Borsa, dove arriva a perdere più del 10% in una giornata di record storici per Wall Street, con i listini che aggiornano i loro massimi spinti dall’accelerazione di Trump sulle tasse. Nel quarto trimestre, quello delle elezioni americane che hanno innescato un acceso dibattito politico, la società ha registrato ricavi per 717,2 milioni di dollari, sotto le attese degli analisti, che scommettevano di 740,1 milioni di dollari. Gli utenti mensili attivi sono saliti a 319 milioni, 2 milioni in più rispetto ai tre mesi precedenti. Il rosso è aumentato a 167,1 milioni di dollari, a fronte dei 90,2 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Twitter è in perdita da quando è sbarcata in Borsa e ha più volte dichiarato la sua intenzione di voler tornare all’utile nel 2017.   I conti mostrano come la pubblicità a cui è esposta Twitter con Trump non si traduce in redditività. Il numero degli utenti attivi mensili continua a crescere a ritmo lento. I visitatori unici negli Stati Uniti sono calati del 7% in ottobre e del 5% in novembre. Nello stesso periodo, ovvero nel pieno delle elezioni americane, la più tradizionale carta stampata ha registrato un balzo degli abbonamenti e le reti televisive un boom dei telespettatori che si è tradotto in un aumento significativo della raccolta pubblicitaria.   «Gli occhi del mondo sono su Twitter. Anche se al momento non centriamo le attese, c’è una cosa che continua a crescere a velocità maggiore rispetto ai nostri rivali: l’influenza e l’impatto di Twitter», afferma Jack Dorsey, l’amministratore delegato della società. Per Dorsey le sfide da affrontare sono molte, e fra queste l’agguerrita concorrenza per la pubblicità, con la quale si batte con Facebook. Secondo alcune stime, la quota di Twitter sul mercato della pubblicità online calerà quest’anno all’1,1%. «Può sembrare che non abbiamo cambiato molto quest’anno, ma i centinaia di piccoli cambiamenti decisi per una crescita più prevedibile e sostenuta li useremo come base per essere più creativi e assumerci maggiori rischi’’ aggiunge Dorsey. Per il rilancio Twitter scommette sui video, strumento ritenuto adatto per attirare sulla piattaforma coloro che non ne capiscono del tutto il senso e non la trovano facile da usare.
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